
I RAIDERS DEL DESERTO VIOLA
Episodio 3 – L’Occhio di Thargan
di F. D. Arman, Ph.D.
(pubblicato originariamente su Astounding Tales of Tomorrow, Giugno 1929)

Il deserto di Aurion ribolliva sotto i tre soli.
Onde di sabbia color ametista si sollevavano come mare in tempesta, scintillando di una luce spettrale. Da lontano, le torri di cristallo della Città di Thargan sembravano lance conficcate nel cielo.
Il Comandante Ralph Lenton strinse il manico del suo raggio-sonico, coprendosi gli occhi con la visiera fotonica. Accanto a lui, Lyra Venn, la figlia del Dottor Venn, respirava affannosamente sotto il casco trasparente.
— Non possiamo più restare all’aperto! — gridò Ralph. — Le radiazioni stanno salendo!
— Ma la nave è laggiù, Ralph! — rispose lei, indicando un relitto metallico semi-sommerso nella sabbia viola.
— Lo so, ma non è una nave. Non più. È una trappola del Dottor Krag!
Il nome fece tremare Lyra. Il Dottor Krag — scienziato terrestre traditore, ora alleato dell’Imperatore di Aurion — era l’uomo che aveva rapito suo padre per costringerlo a costruire “l’Occhio di Thargan”, un congegno capace di vaporizzare un pianeta intero.

Dalle dune emerse un veicolo nero come il carbone cosmico.
Non aveva ruote: levitava a un palmo dal suolo, sospinto da onde gravitiche. Sulla prua, la bandiera rossa dell’Imperatore — il felino alato di Aurion, con occhi come rubini accesi.
— Ralph! Guarda! — gridò Lyra. — Sono i Guardiani di Thargan!

Ralph fece scattare il raggio-sonico. Un fascio blu tagliò il cielo, ma la sabbia magnetica assorbì l’energia come un mare d’inchiostro.
— Diavolo di una fisica aliena! — borbottò lui, aggiustando le valvole. — Hanno invertito la polarità atmosferica!
I veicoli nemici si disposero in cerchio. Dalle aperture scesero figure feline in armature metalliche. I loro visi erano umani ma coperti da striature argentee; gli occhi verticali lampeggiavano con una furia animale.
— Consegnatevi, terrestri! — ruggì il capitano nemico. — L’Imperatore vuole la ragazza viva!
Ralph si voltò verso Lyra.
— Hai sentito, piccola? È sempre la stessa storia… vogliono te!
Lyra arrossì, ma il suo sguardo era di sfida.
— Allora dovranno prendere anche me, Comandante Lenton!
L’esplosione li colpì alle spalle.
Un getto di plasma arancione sollevò metri di sabbia.
Dal cratere emerse una figura in tunica nera, con in mano una sfera luminosa che pulsava come un cuore. Era il Dottor Krag.
— Ah, Ralph… non ti aspettavo così presto nel mio deserto — sibilò. — Ma sono felice di risparmiarti la fatica di cercare l’Occhio di Thargan. Ce l’ho qui.
Sollevò la sfera: all’interno roteavano immagini microscopiche di città, navi, pianeti interi.
— Un prototipo, naturalmente. Ma abbastanza potente da cancellare una flotta terrestre.
— Sei pazzo, Krag! — urlò Ralph. — Quell’energia distruggerà anche te!
Krag rise.
— Io sono la Scienza! Io sono l’Uomo che ha domato il Sole!

Alle sue spalle, un portale di luce si aprì nel nulla. Da esso emerse l’Imperatore Zyr-Kan, in tutta la sua maestà mostruosa: volto umano ma pelle dorata, occhi da felino, un mantello di polvere stellare.
— La Terra cadrà domani — annunciò con voce profonda. — Ma tu, Krag, avrai il privilegio di regnarla in mio nome.
Ralph si gettò in avanti, ma una scarica di energia lo travolse.
Lyra gridò. L’eroe cadde, tramortito.


Quando si risvegliò, era legato a una piattaforma di cristallo.
Davanti a lui, l’Occhio di Thargan stava crescendo — sfere concentriche sospese nell’aria, alimentate da un fascio di luce che scendeva dal soffitto.
Lyra, in abito argenteo, era prigioniera dentro un cilindro trasparente, circondata da fiamme viola che non bruciavano, ma parevano cantare.
Krag si voltò verso di lei.
— Sei fortunata, mia cara. Vedrai la fine del tuo mondo accanto al più grande scienziato che sia mai vissuto!
L’Imperatore sogghignò.
— Preparati, terrestre. L’Occhio si aprirà tra sessanta battiti di cuore.
Un rintocco metallico cominciò a scandire il tempo.
Ralph, esausto, guardò la sabbia sotto di sé.
Dalla tasca della tuta spuntava appena la punta del Condensatore d’Energia Z-7, l’unico strumento capace di invertire un campo fotonico.
Se solo fosse riuscito a liberare la mano destra…
Il rintocco continuava: trenta… ventinove… ventotto…
Un’ombra si mosse dietro il trono dell’Imperatore.
Dal bagliore del portale emerse una figura femminile, sinuosa come un riflesso d’acqua viva. I capelli, d’un azzurro profondo attraversato da venature di rame, scivolavano sulle spalle come onde di metallo fuso; la pelle dorata e ambrata vibrava di riflessi felini, e negli occhi — umani ma dorati — abitava un’ombra di malinconia antica.
Era Serenya-Kha di Aurion, figlia di Zyr-Kan, principessa del regno stellare e custode delle sue geometrie segrete.
— Zyr-Kan, mio signore… — sussurrò con voce che pareva velluto e sabbia — c’è un errore nell’equazione dell’Occhio…
— Nessun errore! — ruggì l’Imperatore, sollevandosi in tutta la sua furia dorata.
Ma la sfera cominciò a tremare, pulsando di luce rossa, come un cuore in rivolta.

Lyra gridò:
— Ralph! È adesso!
Ralph scattò, il condensatore in pugno, la piattaforma che esplodeva in mille schegge.
Krag si voltò, il raggio pronto a colpire.
Un bagliore bianco.
Un urlo.
Poi — silenzio cosmico.
(Continua nel prossimo numero: “Prigionieri dell’Occhio di Thargan!”)

@lettore: un piccolo errore di stampa si è purtroppo infiltrato nella versione precedente.
Qui trovi il finale autentico di Episodio 3, così come era stato scritto in origine.
Un bagliore bianco.
Un urlo.
Poi — silenzio cosmico.
Quando il fumo si dissolse, il deserto di Aurion ribolliva ancora sotto i tre soli.
Onde di sabbia color ametista si sollevavano come mare in tempesta, scintillando di una luce spettrale.
Da lontano, le torri di cristallo della Città di Thargan sembravano lance conficcate nel cielo.
Un uomo giaceva mezzo sepolto nella sabbia, la visiera fotonica incrinata, la mano tesa verso qualcosa che brillava sotto il sole triplo: un piccolo Condensatore d’Energia Z-7.
Dietro di lui, una voce femminile chiamò, debole ma familiare:
— Ralph… Ralph, svegliati… non possiamo più restare all’aperto! Le radiazioni stanno salendo!
Lui aprì gli occhi.
Vide Lyra, il casco trasparente, il relitto metallico semi-sommerso nella sabbia viola.
E per un istante ebbe l’impressione di ricordare tutto — la luce, l’Imperatore, il Dottor Krag — come un sogno che si ripete.
Poi la sabbia tremò, e dal cratere emerse una figura in tunica nera, con in mano una sfera luminosa che pulsava come un cuore.
— Ah, Ralph… non ti aspettavo così presto nel mio deserto — sibilò il Dottor Krag. — Ma sono felice di risparmiarti la fatica di cercare l’Occhio di Thargan. Ce l’ho qui…
La luce della sfera aumentò d’intensità.
Poi il mondo perse coerenza.
F. D. Arman, Ph.D – 1928
[ Fine dell’Episodio 3 — e, forse, dell’Episodio 1 ]

CAMEL ELEMENT
“Cammina un miglio per ciò che ti manca.”
Il messaggio… muta! Vibra ad ogni lettura, come fosse una di quelle pazzesche pubblicità vibrazionali, un relitto spettrale di un’era divorata dal tempo!Il “Camel”… non è più volgare tabacco, no! È un potente combustibile mentale sintetico! Chi ne inala i fumi galvanizzanti ritrova, per un solo, fugace istante, la sanità mentale smarrita nel caos ruggente delle epoche!
“Gentile redazione,
non riesco a trovare i numeri precedenti di The Eye of Thargan. Potete dirmi dove recuperare l’Episodio 1 e 2? Il racconto comincia in medias res e sembra di entrare in un sogno già a metà!”
— Hank B., Akron, Ohio
Risposta della Redazione:
Caro Hank, lei non è il solo a cercare quei misteriosi fascicoli! I nostri archivi li indicano, ma… nessuno li ha mai visti stampati. Le tipografie di Chicago giurano che le matrici dei numeri 1 e 2 risultano spedite da un mittente sconosciuto di Aurion City, mentre i nostri contabili assicurano che le copie sono state regolarmente pagate in valuta aurionica, oggi non più convertibile.
Il Dottor F. D. Arman, contattato durante una delle sue notti di esperimenti galvanici, ha sorriso e dichiarato:
“Forse i primi due episodi non sono mai esistiti nel vostro tempo.”
E, come se non bastasse, ha chiuso la comunicazione aggiungendo:
“Ma non smetta di leggere, Hank. Potrebbe essere lei a scrivere il primo episodio.”
(Nota del redattore: abbiamo deciso di tenere d’occhio il Dottor Arman. Da ieri la sua macchina da scrivere produce luce rossa e il nastro magnetico ronza come un motore atomico.)
“Questo F. D. Arman dev’essere pazzo o un genio. La storia parte dal terzo episodio, ma… e se i primi due non fossero mai stati scritti?”
— Margaret S., San Francisco, California
Risposta della Redazione:
Ah, Margaret! Ci onora sapere che le nostre lettrici di San Francisco indagano i misteri editoriali con più acume di un ispettore del Dipartimento Positronico!
Quanto ai primi due episodi… il Dottor Arman ha assicurato ai nostri tipografi che esistono, ma in un formato “non lineare”. Pare che i manoscritti — o ciò che ne resta — siano stati riassorbiti dal continuum quantico durante un esperimento di trasmissione narrativa interplanetaria.
Ciò nonostante, il terzo episodio è giunto integro — o quasi — sulle nostre scrivanie, e continueremo a pubblicare la serie finché le onde cosmiche ce lo permetteranno.
(Nota del tipografo: il Dottor Arman non dorme da otto giorni e parla con la sua macchina da scrivere. Stiamo iniziando a preoccuparci.)
📜 Letters to the Editor — Astounding Tales of Tomorrow, Agosto 1929
Tom R., Detroit, Michigan, scrive:
“Gee, this Arman guy sure packs a punch!
Darn good stuff!
But say… where the heck are Episodes One and Two? Can’t find ‘em anywhere!”
Tradotto:
“Bello, bello! Tosto, questo Arman!
Ma… i primi due episodi? Non li trovo da nessuna parte!”
Risposta della Redazione:
Caro Tom,
il suo entusiasmo ci scalda più di un raggio-sonico di classe Zeta! Quanto ai primi due episodi, abbiamo interrogato il Dottor F. D. Arman stesso, che — dopo un lungo silenzio e uno sguardo inquietante — ha risposto:
“Forse li hai già letti. Solo che non te ne ricordi.”
Da quel momento, il nostro correttore di bozze non ha più dormito, e le matrici tipografiche del numero scorso sembrano riscriversi da sole ogni notte.
(Nota del caporedattore: se dovesse trovarli, Tom, non li legga ad alta voce. Alcuni racconti rispondono.)
Letters to the Editor — Astounding Tales of Tomorrow, Agosto 1929
Betty L., Brooklyn, New York, scrive:
“Really cool! The illustrations are amazing — I absolutely love the style 🤩”
Tradotto in italiano:
“Molto figo!! Anche le immagini fantastiche, mi piace molto lo stile 🤩”
Risposta della Redazione:
Cara Betty, non comprendiamo pienamente il termine tecnico “figo” (forse un nuovo gergo di Marte Settentrionale?), ma ci rallegra sapere che le illustrazioni del nostro artista hanno destato in lei un sincero senso di meraviglia orbitale!
L’autore, il Dottor F. D. Arman, desidera ringraziarla personalmente e assicura che, se tutto procede come previsto, il prossimo episodio conterrà ancora più lampi di plasma e meno grammatica terrestre.
(Nota tipografica: anche le nostre segretarie hanno espresso “entusiasmo stellare” per il nuovo stile illustrato — una di loro ha dichiarato di voler sposare l’Imperatore Zyr-Kan, purché non porti la pelle dorata a cena.)
📜 Letters to the Editor — Astounding Tales of Tomorrow, August 1929
Earl “Red” McCloskey, Detroit, Michigan, writes:
Hey listen here, Mister Editor,
I been readin’ your Astoundin’ Tales ever since the issue with them Moon Men on the cover, and lemme tell ya — this Arman feller’s a fraud if I ever saw one!
Right there, first dang line of his yarn he’s talkin’ about a planet with three suns! Three! Now anybody with half a brain or even a Sears telescope knows that’s plain loco! You ever hear of the Three-Body Problem?
It’s in that book by that French feller — Le-Verrier or somethin’ — proves a system like that would fall apart quicker than a Ford clutch spring!
I may be just a mechanic, but I read Modern Astronomy Monthly every week down at the barbershop, and I can tell ya no planet could live through that kinda orbital tomfoolery.
What’s next? Maybe ol’ Arman’ll tell us the moon’s made o’ radium cheese!
You editors oughta show a little more sense ‘fore you print this kinda pulp-junk. It’s incredibble!
Editor’s Reply:
Well now, Red — we appreciate your spirited defense of celestial mechanics! We took your letter straight to Dr. F. D. Arman himself. He just grinned that wild grin of his and muttered,
“The bodies don’t move, Red — the readers do.”
Whatever that means.
(Editorial note: we’re not sure whether to report him to the Astronomical Society or the local asylum. In the meantime, please don’t adjust your Ford clutch to solar parameters.)
Letter from Elen Driscoll, Pawhuska, Oklahoma
(Published in “Astounding Tales of Tomorrow”, January 1930)
Hey there folks,
My name’s Elen Driscoll, I live out here in Pawhuska, Oklahoma, an’ I work the night shift down at Louie’s Diner by the highway.
The fellas that come in for coffee and pie been sayin’ that gal Lyra in yer story looks kinda like me (heh, can you beat that?).
I tell ‘em, maybe so, but I ain’t got nothin’ to be jealous about neither!
Anyhow, I don’t pay them boys no mind— ‘specially when they start reachin’ over after too many beers.
Now, my best friend Ruthie says them writers don’t make stuff up, they just write what they seen.
So she reckons this F. D. Arman fella must know a real man like that Ralph in the story.
Could ya maybe ask Dr. Arman if he’d set me up to meet his friend Ralph sometime?
(Just kiddin’… sorta.)
Hugs ‘n kisses,
— Elen D.
🖋️ Editor’s Reply — Astounding Tales of Tomorrow, January 1930
Dear Miss Driscoll,
Your letter was the brightest thing to land on our desk since the office cat knocked over the radium lamp!
The staff agrees there might be a resemblance between you and our heroine Lyra — though, judging from your handwriting, we’d wager you could handle a ray-gun better than most men in Pawhuska.
As for Commander Ralph, Dr. F. D. Arman neither confirms nor denies the existence of any “real” gentleman of that description.
When we asked him about it, he merely adjusted his goggles, looked toward the ceiling, and said:
“Tell Miss Driscoll that some characters escape their stories only when someone believes in them hard enough.”
We’re not sure what that means, but if a tall fellow in a silver flight-suit stops by Louie’s Diner after midnight — please, for heaven’s sake, don’t serve him coffee.
Cordially (and cautiously),
— The Editors
Astounding Tales of Tomorrow
Dear Editor,
I’m writin’ you from Daly City, just outside San Francisco.
I’m a steady man, no drinkin’, no trouble sleepin’, never had no hallucinations or such.
But somethin’ strange happened, an’ I can’t stop thinkin’ about it.
I read Raiders of the Purple Desert— not once, but twice. Both times the story ended the same way:
“Ralph jumped, the condenser in his hand, the platform burstin’ to bits.
Krag turned, the ray ready to strike.
A white flash.
A scream.
Then— cosmic silence.”
A good ol’ cliffhanger, sure— (yeah, I know the word)— the kind that keeps fellas like me waitin’ for the next issue.
But here’s the thing…
When I read it again last week— swear on my wife and two boys— the story was different.
Right after the ending, there was a picture I’d never seen before. A queer sort o’ glowin’ thing, like a hole of light or a machine hummin’ right off the page.
And under it, words I can’t forget: [ERROR#.42]
Then more text showed up— a few lines I’m sure weren’t there before.
The print itself— I mean the ink on the paper— it changed.
How can that happen?
Please, for the love o’ reason, tell me what’s goin’ on.
I can’t think straight no more, even down at the warehouse where I work. My wife says I look pale, the kids keep askin’ if I’m sick.
I ain’t crazy. But I need an answer.
Respectfully,
Alan Brown
Daly City, Calif.
🖋️ Editor’s Reply — Astounding Tales of Tomorrow, February 1930
Dear Mr. Brown,
We thank you for your detailed — and, frankly, rather disquieting — letter.
You are not the first reader to mention… irregularities in the printed version of Raiders of the Purple Desert.
Our printers at the Chicago Electrotype Works assure us that no such image nor code (“[ERROR#.42]”) was ever engraved into the linotype plates. Yet when we examined several subscriber copies under ultraviolet light, we observed a faint magnetic halo where your “new text” should have appeared. The foreman has since taken ill.
Dr. F. D. Arman was asked for comment. He paused, frowned, and said only this:
“Tell Mr. Brown that stories evolve when readers look too closely.”
We suggest you refrain from further examination of the issue in question, as continued exposure may result in mild insomnia, recursive memory, or unprintable revelations.
Should any additional symbols appear on the page, please send us the magazine sealed in a lead envelope.
Stay calm, Mr. Brown. Reality is usually stable — until it isn’t.
Yours with professional concern,
— The Editors
Astounding Tales of Tomorrow
Hey Editors —
Listen up an’ print this good. I’m sick an’ tired of all that fiddlin’ round with yer paper dolls an’ made-up heroes.
Youse bring out the real Lyza, right now, or at least tell me where she lives so a real man can show her a proper good time — none o’ that sissy business that Ralph does. That pencil-neck ain’t got no guts.
Tell that F.D. Arman to stop hidin’ behind his keys an’ put up the real dame. If he don’t answer me in one week, I’m comin’ down to see him myself. I’ll find him, an’ we’ll have words. Ain’t no law gonna stop a fella from meetin’ the gal he’s been readin’ about.
You hear me? Don’t make me wait.
— Jack T.
(somewhere outta town)
🖋️ Editor’s Reply — Astounding Tales of Tomorrow, March 1930
Dear Mr. “Jack T.” (wherever you are),
Your letter reached our office this week, and after some debate we decided — against our better judgment — to print it. The Editors of Astounding Tales of Tomorrow wish to make it clear that Miss Lyra Venn is a work of fiction, and that threatening the author, the publisher, or any young lady alleged to resemble her is conduct unbecoming of a gentleman or a reader.
That said, a few of our staff — all married men of otherwise sound reputation — have confessed, in confidence, that they too once met “the girl who inspired Lyra.” Opinions differ on the details: one swears she was a stage dancer in Tulsa, another insists she was Dr. Arman’s distant cousin (or maybe his half-sister?), and yet another fellow maintains he shared a taxi with her and still can’t forget her perfume.
We remind our readers that imagination is the lifeblood of science fiction — and that it’s best kept within the pages, not pursued down dark alleys after closing time.
Dr. Arman himself, when told of your letter, gave a tired smile and said:
“Tell the man that Lyra chooses whom she visits — not the other way around.”
We consider the matter closed. Please refrain from further correspondence of this nature.
Cordially (and somewhat uneasily),
— The Editors
Astounding Tales of Tomorrow
📜 Letter Received — No Verified Origin
(Postmark indecipherable. Appeared in office mailbag, March 1930.)
Dear Editors,
I just finished your Raiders of the Purple Desert.
The chronometric drift was off by exactly forty-two seconds, which explains why the Eye opened too soon.
Please correct this before the next recurrence — the loop’s already fraying.
Respectfully,
Lt. Mira Kall
Temporal Communications Division, Lunar Base 12 — 2089
Editor’s Note:
This letter arrived without postage, date, or return address.
The envelope bore a faint metallic smell and left a thin layer of violet dust on the clerk’s hands.
Our office has no record of any “Lunar Base 12,” though Dr. Arman, when shown the message, went silent for a long moment before murmuring:
“Forty-two seconds is closer than I expected.”
The letter and envelope are now kept in a lead drawer beside the defective type plate of Issue 3.
Readers noticing any temporal irregularities in forthcoming numbers are invited — strictly for scientific purposes — to report them.
TELEGRAM RECEIVED — NO RETURN ADDRESS
STOP PRINTING THE STORY
EACH REPETITION MAKES IT MORE REAL
DO NOT OPEN ISSUE FOUR STOP
— [ERROR#.42]
_____
In italiano:
⏳ TELEGRAMMA RICEVUTO — NESSUN MITTENTE
FERMATE LA PUBBLICAZIONE DEL RACCONTO STOP
OGNI RIPETIZIONE LO RENDE PIÙ REALE STOP
NON APRITE IL NUMERO QUATTRO STOP
— [ERRORE#.42]
(Il telegramma è stato recapitato alla redazione di “Astounding Tales of Tomorrow” senza timbro postale né indirizzo.
Il foglio presentava una leggera luminescenza viola e un odore di ozono.
Le parole sembravano impresse nel metallo più che stampate.
Il messaggio è stato archiviato nel cassetto 42 del nostro schedario — e da allora, ogni notte, si sente provenire un lieve ticchettio, come di telegrafo in funzione.)
🕰️ REPLY TELEGRAM — ASTOUNDING TALES OF TOMORROW
NEW YORK, DEC 10 1929 – 4:17 PM
TO: [ERROR#.42] – UNKNOWN ORIGIN – NO RETURN CHANNEL
MESSAGE RECEIVED STOP
YOU SPEAK AS IF STORY WERE LIVING THING STOP
IMPOSSIBLE AND ABSURD STOP
PUBLICATION SCHEDULE CANNOT BE ALTERED STOP
ISSUE FOUR ALREADY IN TYPE STOP
WHO ARE YOU AND HOW DID YOU REACH OUR LINE STOP
IDENTIFY YOURSELF OR CEASE TRANSMISSION STOP
— EDGAR P. WAINWRIGHT, EDITOR-IN-CHIEF
ASTOUNDING TALES OF TOMORROW
(lower margin annotation in pencil: “Line flickered twice after ‘CEASE TRANSMISSION’. Reply came through static, indecipherable—only ‘.42’ repeated.”)
📜 Lettera dattiloscritta di E. Gideon Rowe alla Redazione di “Astounding Adventure of Tomorrow”
New York, 3 dicembre 1929
Da: Ufficio Investigativo E. G. Rowe
Lexington Ave, 47 B — Manhattan
Alla cortese attenzione del Sig. Edgar P. Wainwright, Direttore
“Astounding Adventure of Tomorrow”
Oggetto: Proposta editoriale e materiale confidenziale su F. D. Arman, Ph.D
Spettabile Direzione,
mi permetto di contattarVi su incarico d’una persona che nutre sincero interesse per le Vostre pubblicazioni e che, da tempo, osserva con ammirazione e non solo … la figura del signor F. D. Arman — sebbene non senza inquietudine e turbamento.
La signorina in questione (non desidero nominarla per ragioni di decoro e rispetto) ha ultimato un racconto di genere metalromantico intitolato “Cuore di Nebula” — una storia d’amore e sacrificio ambientata fra le lune di un sistema binario, narrata dal punto di vista d’una eroina chiamata Lyra Solenne.
Ella mi prega di sottoporre il manoscritto alla Vostra attenzione, nella speranza che trovi accoglienza nel prossimo numero della rivista.
A titolo di fiducia, allego due fotografie in mio possesso (n. 42 e n. 47) che ritraggono il signor Arman nel suo alloggio di East Pier Street, scattate nel corso d’un’indagine di natura strettamente privata.
Mi permetto solo di osservare che la pubblicazione del suddetto racconto eviterebbe spiacevoli malintesi e possibili incomprensioni che potrebbero nuocere alla reputazione di un autore, come dire… già provato da difficoltà di varia natura e della casa editrice che lo pubblica.
Resto in attesa d’un cortese riscontro entro la prossima settimana.
Con i miei più distinti saluti,
E. Gideon Rowe (Agent#.42)
Investigatore privato – Licenza n. 1749
📄 “Astounding Adventure of Tomorrow”
Lexington Avenue, New York City
Ufficio Editoriale – Riservato
9 dicembre 1929
Al Signor E. GIDEON ROWE
Ufficio Investigativo Privato
Lexington Avenue, 47B – Manhattan
Oggetto: Sulla proposta “Cuore di Nebula”
Egregio Signor Rowe,
la Sua missiva del 3 corrente mese è giunta alla nostra attenzione, suscitando in redazione non poco stupore per tono, contenuto e allegati.
Premettiamo che la nostra rivista non intende in alcun modo incoraggiare pressioni o interferenze di natura personale nei rapporti con i propri autori. Il signor F. D. Arman, seppure noto per il suo temperamento irregolare, resta parte della nostra scuderia letteraria fino a nuovo ordine.
Ciò nondimeno, nell’ottica di preservare il buon nome della rivista e nell’interesse di tutti i collaboratori coinvolti, accettiamo di ricevere la prima pagina del manoscritto “Cuore di Nebula”, per una valutazione esclusivamente redazionale.
Non possiamo garantire pubblicazione né corrispettivo, ma se l’opera dovesse rispondere ai requisiti del nostro programma per autori emergenti, verrà presa in considerazione.
Le fotografie inviate — numeri 42 e 47 — sono state visionate e riposte in archivio interno, in attesa di chiarimenti da parte del signor Arman. (nota: non è esclusa la loro pubblicazione peer mostrare la nostra buona fede.)
La invitiamo a non diffondere ulteriori copie né estratti del materiale.
Confidando nel Suo riserbo, porgiamo distinti saluti.
Per la Direzione Editoriale,
Edgar P. Wainwright
Direttore responsabile
(timbro rosso: “EDITORIAL DEPT. — ASTOUNDING TALES OF TOMORROW — CONFIDENTIAL”)
[Nota interna manoscritta, matita nera — margine inferiore del foglio:]
“Accettare con riserva.
Verificare se la ragazza è davvero chi dice di essere.
Arman non deve sapere nulla — per ora.”