Dell’Essere oltre l’Avere

Manifesto Utopia – poesia 

(versione oratoria – con chiusa cosmica)


Non siamo nati per accumulare,
ma per fiorire.

Non per possedere,
ma per partecipare al respiro comune dell’esistenza.

Non per dominare,
ma per custodire ciò che respira con noi.


Ogni epoca deve ritrovare il proprio linguaggio.
La nostra lo ha dimenticato.

È tempo di pronunciare parole che non vendono,
ma liberano.


Questo Manifesto non appartiene,
germina.
Si diffonde come respiro,
mutavive.

Non offre certezze,
ma cammini.
Non promette salvezze,
ma possibilità.


È un atto di insurrezione dolce
contro il torpore dell’indifferenza.

È un invito a rialzarsi,
scegliere, ancora, l’essere —
quel fragile, immenso verbo
che ci rende umani.


Per chi lavora e non basta mai.
Per chi perde e ricomincia.
Per chi sognaresistecrea.
Per chi si piega, ma non cede.
Per chi ricostruiscecurainsegnaripara.

A loro, e a chi verrà dopo, è dedicato questo seme.


Generare abbondanza che non impoverisce.
Co-creare mondi che nessuno può costruire da solo.
Rigenerare la Terra ferita,
fino a farla respirare di nuovo.
Trascendere l’io,
per riconoscersi parte dell’universo che sente.


Così parla il Manifesto Utopia:
figlio del disincanto,
ma ancora innamorato del possibile.

Non chiede fede,
chiede presenza.
Non cerca seguaci,
ma compagni di rotta.


È la voce di chi non accetta il cinismo come destino,
di chi trasforma la speranza in progetto,
di chi sceglie ogni giorno di agire,
nonostante tutto.

Il futuro non si aspetta:
si costruisce,
insieme,
ogni giorno.


E quando la Terra avrà imparato di nuovo a respirare,
noi guarderemo oltre.

Verso i mondi che ancora tacciono,
verso le stelle che attendono un nome,
verso il silenzio che unisce tutte le vite.

Non per conquistare,
ma per comprendere.
Non per colonizzare,
ma per appartenere.

Perché siamo polvere di stelle
che impara a ricordarsi di essere luce.


Fabio Armani & Ada per OpenLogos (c) 10.2025

1 commento su “Dell’Essere oltre l’Avere”

  1. Il concetto di base mi piace, in una civiltà dove se sei sui social esisti, se riesci ad apparire, esisti. Se invece non hai migliaia di follower non sei nessuno.

    L’essere è alla base di chi guarda alla sostanza delle cose, ovvero l’essere umano.” aggiunge (questa la sua parte più polemica nei miei / nostri confronti).

    Poi, come sai, per me la visione non è solo orizzontale o 2D (dimensione terrena), ma a tre dimensioni, o forse 4.

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